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La responsabilità del pensiero

"Siamo nel tempo, non alla fine del tempo e dei tempi. Non siamo alla fine della storia. Siamo in un tempo incerto e difficile. Tanto più è necessario avere la massima attenzione, la massima disponibilità a cogliere o addirittura costruire il «tempo debito», il tempo che ci metta di fronte al reale, che è la somma e l'intreccio dell'agire e del pensare dei soggetti che ci stanno di fronte e a lato, vicini e remoti. Siamo noi tra questi soggetti, in questo presente, nella trama di questo presente. Di questo dobbiamo farci carico. Di questo dobbiamo rispondere, a noi stessi, agli altri."

Un nuovo nichilismo predica da tempo l'annientamento del senso e il superamento del «soggetto» quale attore di diritti e di doveri. È un atteggiamento che porta alla destituzione di ogni responsabilità del pensiero nei confronti del presente e dei conflitti che lo attraversano, lasciando così campo libero al dominio delle tecnoscienze. La responsabilità del pensiero si confronta a viso aperto con questo filone, che trova i suoi alfieri in Blanchot, Foucault e Deleuze. Franco Rella conduce una serrata analisi e una puntuale critica della loro opera, anche in polemica con alcuni degli esiti che ha avuto nella politica e nella filosofia italiane. Per trovare un antidoto, Rella rivisita le radici del nichilismo moderno, fino a Bataille e ancor più indietro a Nietzsche. Recupera la passione e la responsabilità del pensiero nei confronti del presente per ridare parola alle contraddizioni che lo lacerano e ritrovare il valore della «persona»: da una parte, spingendo il pensiero filosofico a riarticolare un'esperienza umana divenuta incomunicabile, rivalutando le forme della narrazione, della poesia, dell'arte; dall'altra, rifiutando questo «disastro del senso» che porta ad arrendersi al terrorismo del reale. Per ritrovare la libertà delle nostre scelte, anche quelle politiche.



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